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Guida · Studi odontoiatrici

Sicurezza in uno studio dentistico: cosa deve essere in regola

Dal DVR alla radioprotezione, dal laser al rischio biologico: la lista degli adempimenti che ogni titolare di studio odontoiatrico dovrebbe avere sotto controllo.

A cura di Alessandra Garau, RSPP · Safe Attitude · Aggiornata a ottobre 2026

Uno studio dentistico concentra in pochi metri quadri molti dei rischi che la normativa sulla sicurezza considera più delicati: agenti biologici, radiazioni ionizzanti, laser, sostanze chimiche, oltre alle normali esigenze di primo soccorso e antincendio. Ecco cosa non può mancare.

1. Valutazione dei rischi e DVR

Se nello studio lavora anche un solo dipendente (assistente, igienista, segretaria), il titolare è datore di lavoro e deve redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08). È un obbligo non delegabile e il documento va aggiornato quando cambiano attrezzature, locali o organizzazione.

2. Le figure della sicurezza

  • RSPP: può essere il titolare stesso, dopo un apposito corso, oppure un consulente esterno.
  • Medico competente: va nominato quando la valutazione dei rischi prevede la sorveglianza sanitaria, come accade di norma negli studi odontoiatrici per il rischio biologico.
  • Addetti al primo soccorso e all'antincendio, formati secondo la normativa.
  • RLS: eletto dai lavoratori o, in mancanza, il rappresentante territoriale.

3. Rischio biologico

Il contatto con sangue e saliva e l'uso di strumenti taglienti rendono centrale la valutazione del rischio biologico: procedure di sterilizzazione, gestione dei taglienti, DPI, vaccinazioni consigliate e gestione degli infortuni a rischio biologico.

4. Radioprotezione

Gli apparecchi radiologici (endorali, panoramici, CBCT) sono disciplinati dal D.Lgs. 101/2020. Il titolare che li detiene deve avvalersi di un esperto di radioprotezione, che effettua i controlli periodici e redige le relazioni previste. Secondo il parere Fnomceo, l'odontoiatra che lavora come collaboratore in uno studio altrui non deve nominare un esperto personale, ma deve disporre della relazione dell'esperto incaricato dal titolare.

5. Laser

Se lo studio usa un laser (a diodi, Er:YAG, Nd:YAG), va valutato il rischio da radiazioni ottiche artificiali (D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo V). La valutazione va effettuata da personale qualificato, con cadenza almeno quadriennale, e comprende misure come zona laser controllata, segnaletica e occhiali adatti alla lunghezza d'onda di ciascun apparecchio.

Un errore frequente: usare gli stessi occhiali per laser diversi. Ogni apparecchio ha una sua lunghezza d'onda e gli occhiali devono essere certificati per quella specifica.

6. Formazione

Tutti i lavoratori devono ricevere formazione generale e specifica (art. 37), con aggiornamenti periodici. Chi usa il laser o lavora in sala durante il suo impiego deve essere formato anche sul rischio da radiazioni ottiche.

7. Emergenze

Piano di emergenza, cassetta di primo soccorso adeguata e, anche se non obbligatorio per uno studio privato, un defibrillatore con personale formato BLSD: in uno studio dove si eseguono anestesie locali su pazienti di ogni età è una scelta di grande valore.

In sintesi

  1. DVR aggiornato
  2. RSPP, medico competente, addetti alle emergenze
  3. Valutazione del rischio biologico
  4. Esperto di radioprotezione e controlli periodici
  5. Valutazione del rischio laser, se presente
  6. Formazione di tutto il personale
  7. Piano di emergenza e, consigliato, DAE

Questa guida ha valore informativo e non sostituisce la valutazione del caso specifico da parte di un professionista. I riferimenti normativi sono aggiornati alla data indicata.

Parliamone insieme →Sicurezza laser per odontoiatria
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